Reinventarsi A 64 Anni? Possibile, E Addirittura…

È venerdì pomeriggio e mancano ormai pochi giorni al Natale. L’azienda per cui lavori da ormai 40 anni ti convoca in una riunione straordinaria e non del tutto inaspettatamente apprendi di essere appena stato licenziato.

Tua moglie, ignara di tutto, ti sta aspettando in un ristorante lì vicino.

Hai 64 anni e nessuna intenzione di ritirarti dal lavoro. E sarà proprio questa ferma determinazione a permetterti nei 2 anni successivi di trasformarti in un imprenditore e realizzare quello che definirai il lavoro più significativo e importante della tua vita.

Del resto quei 40 anni di lavoro sono anche 40 meravigliosi anni di esperienza che puoi vantare a tuo beneficio.

Del resto avevi una buona formazione e dentro di te pensavi che tutto sarebbe andato bene.

Gli ottimisti hanno ragione. Ed anche i pessimisti. Sta a voi scegliere quale dei due essere. Harvey B. Mackay

Questo e molto…molto altro nel video che segue (assolutamente imperdibile)! >>> sottotitoli selezionabili in italiano

Un video dedicato a quanti credono sia vecchio (a 20 come a 80 anni) solo colui che smette di imparare.

Io ti aspetto nei commenti più sotto, grazie 🙂

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2 pensieri su “Reinventarsi A 64 Anni? Possibile, E Addirittura…

  1. Ciao Daria,
    è un bellissimo esempio di forza e positività ma come al solito è un esempio che io chiamo “da film americano” dove tutto va bene e questo perché alla base ci sono i soldi a copertura. Cosa voglio dire? Se lo stesso esempio lo portassimo sullo stesso uomo di 64 anni, ma anziché essere ingegnere fosse operaio che perde il lavoro e che magari non ha soldi da parte (perché utilizzati per far studiare i figli o per permettere loro di sopravvivere , vista la precarietà lavorativa attuale) per permettersi di reinventarsi e oltretutto gli hanno tolto lo stipendio per sopravvivere secondo te è proprio la stessa cosa?

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    • Ciao Maria, grazi per il tuo commento e gli spunti che offri.
      Tempo fa avevo letto una divertente parodia sul “caso” Steve Jobs, che in termini molto umoristici (assolutamente verosimili) considerava come sarebbero andate le cose per il business man qualora fosse nato in Italia.
      Per fartela breve: la Apple nel paese nostrano non avrebbe mai visto la luce!
      Capisco quello che scrivi, e ti posso citare esempi di persone indigenti e addirittura senza tetto che dalle stalle sono letteralmente passate alle stelle (conosci Joe Vitale?).
      Il punto è uno solo: a dispetto delle difficoltà, dei problemi e delle indigenze…Non Arrendersi.
      Non arrendersi al pessimismo, non arrendersi alle sofferenze, non arrendersi ai limiti percepiti.
      Non è semplice, lo so. È una sfida quotidiana, lo so. Significa sfidare l’incredibile, lo so.
      Ma come disse Marie Curie: “La vita non è facile per nessuno di noi. E allora? Noi dobbiamo perseverare e soprattutto avere confidenza in noi stessi. Dobbiamo credere che siamo dotati per qualcosa e che questa cosa deve essere raggiunta”.
      Ti abbraccio ❤

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