Piacere o Felicità?

sconfiggere_l_ansia

Qualche giorno fa mi sono recata in un negozio di casalinghi per comprare una tovaglia colorata e “primaverile” che rallegrasse l’ambiente domestico (questi giorni di caldo anomalo portano a strane voglie 😀 ).

Girando tra i vari scaffali dello shop, ripiegato su una mensola noto esattamente quel che stavo cercando: non una…bensì due tovaglie in lino con delle stampe molto fresche ed estive che già immaginavo perfettamente collocate sul tavolo di casa mia.

Guardo il biglietto del prezzo riportato su entrambe e noto che ciascuno dei due manufatti risulta scontato del 50%; senza troppi indugi, decido per un acquisto cumulato felice di essermi imbattuta in un piccolo affare inaspettato.

Arrivo alla cassa e la commessa (nonché proprietaria) che mi si rivolge, con fare desolato si accalora dicendomi: “Signora mi spiace…ma purtroppo questo articolo non è più in saldo e c’è stato un errore nell’inventario da parte nostra. Data la stagione e la tipologia dell’articolo, da un paio di settimane circa non scontiamo più questa merce e abbiamo mancato di correggere i relativi cartellini. L’unica cosa che posso fare è venirle incontro con una riduzione del 30% massimo e certamente nulla di più”.

Secondo te io a quel punto cos’ho fatto? e aggiungo anche: tu cos’avresti fatto se fossi stato al mio posto?

Lascia che ti racconti la mia reazione: dopo una replica educata (palesemente ignorata dal mio interlocutore) ho salutato distintamente varcando la soglia a mani vuote così come ero entrata.

Al di là del vecchio adagio (comunque mai obsoleto) “il cliente ha sempre ragione”, perchè mai io – cliente – avrei dovuto scontare il disguido organizzativo della negoziante? Secondo quale logica io – cliente – dovevo uscire penalizzata dal mio acquisto?

La commerciante ha commesso degli errori di fondo molto importanti (che tutti noi, talvolta, tendiamo a replicare nel campo più ampio della nostra esistenza):

  • ha ceduto alla tentazione di un beneficio momentaneo (l’idea di vendere l’articolo a prezzo pieno)
  • ha assecondato le sue difficoltà commerciali
  • ha completamente ignorato i vantaggi potenziali di una decisione lì per lì difficoltosa (che certamente, a differenza di quanto accaduto, le avrebbe permesso di acquisire e fidelizzare un nuovo cliente)

Una vendita in saldo significava offrire allo shop un guadagno giornaliero inferiore alle aspettative, d’accordo; ma in una prospettiva di più ampio respiro, avrebbe garantito dei benefici futuri di gran lunga superiori alla “perdita” del momento.

Ti ho raccontato questa storia per farti capire quanto spesso e con quanta facilità (in situazioni di vita differenti) cediamo alla tentazione di scelte all’apparenza semplici e vantaggiose, perchè trattenuti dalle difficoltà di decisioni alternative.

Arriva il momento in cui bisogna scegliere tra ciò che è facile e ciò che è giusto.
– Dal film Harry Potter

Il punto non è tanto agire in ragione di ciò che nell’immediato è più semplice e piacevole, quanto piuttosto muoverti in direzione di quanto realmente è fonte di risultati radicati e promettenti per la tua vita (indipendentemente dalle difficoltà iniziali).

Non deve necessariamente essere semplice, MA (in una prospettiva futura) deve avere valore.

Non deve necessariamente essere piacevole, MA (in una prospettiva futura) deve condurti alla felicità e serenità che nel profondo meriti.

Tuttavia quante volte permetti alle difficoltà di scoraggiarti e alla zona di comfort di limitarti?

Quante volte (a titolo d’esempio) perseveri nella strategia di una relazione sentimentale tossica e dannosa, perchè apparentemente più semplice ed allettante rispetto alle difficoltà di una sua ridefinizione?

O quanto spesso cedi alla tentazione di cibi appaganti (come cioccolata, fritti confezionati, dolciumi vari, etc.) perchè più gratificanti di eventuali restrizioni alimentari? O ancora, cosa accade tutte le volte che spendi senza riserva i soldi mensilmente guadagnati perchè incapace di frenare il piacere di uno shopping compulsivo?

Bisogna avere un forte rispetto per se stessi. Voler vivere bene, non solo sopravvivere. Avere dei valori, puntare all’eccellenza, essere protagonisti del proprio futuro. E possedere la dote dell’intensità: saper guardare lontano, sacrificarsi ora perché il domani sia redditizio.

Jacques Attali

Amati e rispettati nel profondo dell’animo.

Vivere bene non significa celebrare il piacere in ogni sua forma, quanto puntare all’eccellenza della felicità. Vivere bene significa essere in grado di fare delle scelte difficili e faticose perchè orientati in una prospettiva di benefici futuri.

Smetti di farti spaventare dai sacrifici e dalle possibilità di eventuali rinunce quotidiane, e scegli sempre di essere il protagonista del tuo avvenire. Senza mai dimenticare (citando Jules Barbey) che il piacere è la felicità degli stolti, mentre la felicità è il piacere del saggio.

  • A cosa rinunci oggi per il tuo benessere futuro?
  • Quanto permetti alle difficoltà di frenarti e limitarti?
  • Sei disposto a puntare all’eccellenza per vivere veramente bene?

 

Rifletti con calma e fammi sapere la tua risposta: ti aspetto ansiosa di leggerti nei commenti più sotto 😀

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