Che Paura

Sabato 7 Marzo 2015.

È una bellissima giornata di sole; il cielo è limpido e l’aria frizzante. Ho in programma qualcosa di nuovo per la mattinata, qualcosa che non ho mai fatto prima in vita mia e che da mesi pensavo di realizzare.

Qualcosa di molto emozionante e di alto impatto per il superamento di un mio limite da tempo in rotta di collisione con l’ambizione ad essere (e fare) sempre meglio e di più: la paura del vuoto.

Dal momento che vita e libertà si espandono oltre il confine delle personali paure, risolgo di tradurre in pratica questo genere di pensieri e prenoto un lancio in tandem con il paracadute.

Io che soffro di vertigini e sono infastidita dalle risalite in montagna con la seggiovia, prendo in mano il telefono accordando di buttarmi da oltre 4000 mt di quota.

Più ci penso, e più sono eccitata e spaventata allo stesso tempo. Già solo la risalita con l’aereo non è per me una passeggiata di salute; pensare poi di lanciarmi nel vuoto un’ipotesi tra l’agghiacciante e l’adrenalinico!

Quel che più mi sostiene nell’impresa è l’idea di fare qualcosa per me stessa ed i miei limiti, nella convinzione che sia sufficiente volere…VOLERE VERAMENTE per potere ben oltre i confini della propria zona di comfort e tranquillità.

Le paure possono essere molteplici ed abbracciare sfere della vita differenti: il timore di certe discussioni che non desideriamo affrontare, la difficoltà ad accogliere cambiamenti che sono dei veri e propri salti nel vuoto, il disagio verso persone di cui non riusciamo a sostenere nemmeno lo sguardo.

Ma quel che conta tuttavia è altro, ovvero l’attitudine a non fare delle proprie difficoltà una ineluttabile quotidianità. Quello che importa è la capacità di sfidare se stessi ad andare oltre i confini della proprie resistenze.

Ed un semplice lancio col paracadute diventa una splendida metafora di come nella vita intera sia possibile affrontare ogni genere di difficoltà, paura ed avversità.

➠ Se già una volta la volontà che mi appartiene è stata più forte delle mie paure, delle mie emozioni e dei miei impulsi, perchè mai dubitare oltre di me stesso e non dirigere in altri ambiti (per es. quella relazione che non risolvo di chiudere…o quel nuovo lavoro che non azzardo a iniziare) le capacità vincenti del mio coraggio?

La grande sfida della vita consiste nel superare i nostri limiti, spingendoci verso luoghi in cui mai avremmo immaginato di poter arrivare.

Sergio Bambarén

Pensa ora alla tua esistenza, alle difficoltà che la caratterizzano, alle convinzioni che ti frenano impedendoti di espanderti ad una qualità superiore di vita…

  • Cosa puoi fare in concreto (una piccola azione), ORA, per iniziare a varcare la soglia dei tuoi limiti?
  • Desideri che il disagio e la morsa delle tue paure continuino a controllare la tua vita?
  • Quanto tempo vuoi aspettare ancora prima di dimostrare a te stesso che sei una persona straordinariamente ricca di risorse e potenzialità?

Puoi smettere di essere in balia delle tue ombre e di chiunque altro…se solo vuoi; e quanto prima smetterai di farti sopraffare dai timori e dalle paure, quanto più comprenderai di poter guidare la tua vita libero da qualsiasi influenza e condizionamento.

Quanto più comprenderai (come nella storia zen più sotto) che nel corso della tua esistenza non sei il ramo, ma il fiume.

Un uomo di mezz’età venne dal maestro e si lamentò:

“Tutta la mia vita è un disastro. Non so come fare, non riesco ad influenzare la mia vita né a controllare ciò che mi succede”.

Il Maestro tacque e l’uomo aggiunse:

“Mi sento come un ramo abbandonato nel fiume, portato chissà dove dalla corrente”.

Il Maestro annuì e rispose amichevolmente:

“Il tuo problema figlio mio, è che hai dimenticato una cosa”.

“Quale?”.

“Che non sei il ramo, ma il fiume”.

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