C’è di che…meditare

group-meditation-e1386987713101Nel 1978, 7000 persone si riunirono per una meditazione di gruppo della durata di 3 settimane, con lo scopo di creare e diffondere un’energia di pace e amore in tutta la città circostante.

Accadde in seguito qualcosa di strabiliante: questa stessa collettività di persone, semplicemente attraverso l’attività guidata della mente e dei loro pensieri, fu in grado di ridurre del 16% i tassi globali di criminalità, violenze e vittime (trascurando l’impatto positivo esercitato anche sugli incidenti automobilistici ed i suicidi) sino ad allora registrati.

Un fenomeno simile si verificò anche a Washington DC nel 1993: in collaborazione con le forze dell’ordine ed i rappresentanti della classe politica, venne programmato un esperimento atto a stabilire se fosse possibile organizzare una meditazione di massa in grado di ridurre il tasso di criminalità locale (una piaga enorme per la città). Sotto il controllo scrupoloso di un comitato di sociologi e criminologi provenienti dalle maggiori università americane, un gruppo di 4000 persone praticò una sessione di meditazioni dal 7 Giugno fino al 30 Luglio e…come forse puoi immaginare, anche in questo caso gli effetti non si fecero attendere.

chart-washington

Risultato dell’esperimento di Washington D.C. del 1993:
la linea verde rappresenta l’incremento dei partecipanti alla meditazione, quella marrone la corrispondente diminuzione del tasso di criminalità.

Si registrò un abbattimento dei crimini violenti (omicidi, stupri, rapine e aggressioni) del 23,3%, stimando pari allo zero (p< 0,000000002) la possibilità che questi risultati fossero prodotti per effetto del caso. Non solo: si ritenne anche che in una situazione stabile e continuativa di meditazione, i benefici sarebbero saliti al 48%, con un dimezzamento effettivo e permanente del tasso di criminalità.

Il fenomeno di cui ti ho appena parlato prende il nome di Effetto Maharishi (da Maharishi Mahesh Yogi, guru indiano fondatore della meditazione trascendentale), ovvero l’influenza positiva che un gruppo di persone in risonanza e meditazione coordinata riescono a produrre su di una intera collettività. L’Effetto Maharishi si verifica per un numero minimo di partecipanti pari alla radice quadrata dell’1% della popolazione; il che significa per esempio che 200 praticanti sarebbero in grado di produrre risultati rilevanti e significativi per una città di 4 milioni di abitanti.

La mente dell’uomo ha realmente il potere di trasformare la realtà circostante, e numerosi sono gli studi che affermano i benefici della meditazione per l’individuo (a cominciare da quelli di Herbert Benson e Robert Wallace, medici dell’università di Harvard).

La meditazione è l’arte o la tecnica di calmare la mente in modo da placare il brusio interminabile che normalmente riempie la nostra coscienza. Nella quiete di una mente silenziosa, chi medita inizia a diventare un osservatore, a raggiungere una condizione di distaccamento e infine a essere consapevole di uno stato di coscienza superiore. Brian Weiss

meditazioneAnche solo 10-15 minuti di meditazione quotidiana, se praticati con costanza e regolarità, permettono alla persona di emergere dalla nebbia dei problemi quotidiani rendendola capace di osservare i propri pensieri e difficoltà con il necessario distacco e serenità. In termini di salute, tutto questo si traduce in una serie di benefici correlati come per esempio:

  • miglioramento del ciclo di sonno-veglia
  • maggiore empatia e capacità di relazione verso gli altri
  • aumento dell’ormone DHEA (l’ormone dell’eterna giovinezza), responsabile del ringiovanimento delle nostre cellule
  • diminuzione dell’ormone dello stress (cortisolo)
  • maggiore capacità di concentrazione
  • riduzione fino all’80% delle malattie cardiache, fino al 55% di malattie di cancro, ed aumento della soglia del dolore del 34%

Varrebbe la pena provare, non credi? Soprattutto perché si tratta di dedicare a questa pratica l’1% del tempo che hai a disposizione ogni giorno, a fronte di un miglioramento della tua salute di gran lunga superiore ad un semplice 1% 😉

Per te che non sai nemmeno da che parte cominciare, ti offro qualche consiglio preliminare essenziale. Prendi nota:

  • siediti in un posto tranquillo, assumi una posizione comoda e assicurati di avere la colonna vertebrale ben diritta (se il corpo è ben diritto si manterranno diritti anche i canali energetici sottili, e di conseguenza la mente sarà limpida)
  • porta lo sguardo dritto davanti a te, o leggermente inclinato verso il basso in direzione di un ideale prolungamento del tuo naso
  • sii paziente ed indulgente verso te stesso (specie all’inizio, le distrazioni sono sempre in agguato)
  • medita regolarmente e ripetutamente per brevi sessioni, piuttosto che in modo saltuario per sessioni più lunghe
  • allenati, ricordando che la fretta è cattiva consigliera (ogni trasformazione profonda esige il suo tempo)

Infine, ecco una semplice meditazione di mindfulness (presenza mentale) per iniziare la tua pratica sin da ora:

MEDITAZIONE >>> Concentrati per qualche minuto sul tuo respiro, limitandoti ad ascoltare l’aria che entra ed esce dalle tue narici. Dal tuo respiro, guida dolcemente la tua attenzione verso l’ambiente in cui ti trovi, e sospendendo ogni forma di giudizio o analisi, trattieni l’attenzione sugli oggetti, suoni, profumi, sensazioni etc. che ti circondano. Attenzione, perché non si tratta di valutare la piacevolezza o meno di quanto sta attorno a te, ma piuttosto di essere completamente ricettivo, attento e lucido nei confronti di ogni dettaglio del momento…con una forma di consapevolezza al presente che sia nitida e serena.

Se desideri approfondire ulteriormente l’argomento, ti consiglio un libro molto interessante scritto da colui che è ritenuto l’uomo più felice del mondo: Matthieu Ricard. Vale la pena acquistarlo appena puoi.

Buona lettura, e buon lavoro!

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