Uno specchio per (farti) riflettere

Immagina di essere in macchina e di guidare; siete tu e tuo figlio, e quest’ultimo è comodamente seduto sul sedile posteriore dell’auto. State percorrendo delle tortuose strade di montagna, e tanto per questioni di tragitto che di traffico il viaggio procede lentamente.

strada di montagnaFortuna vuole che finalmente arriviate in vista di un rettilineo, e sfortuna vuole che proprio quel rettilineo sia regolato in terra da una striscia continua con divieto di sorpasso; la visuale sembra buona, e apparentemente non ci sono impedimenti affinché tu superi il camioncino che da tempo immemorabile ti obbliga ad una lenta andatura. Malgrado il divieto, decidi di sfilare in sorpasso quello snervante camioncino salvo… doverti fermare una manciata di secondi più tardi su invito di una pattuglia di Polizia stradale che ti obbliga ad accostare.

Ovviamente viene compilato un verbale e ti viene consegnata una multa, e ovviamente dal canto tuo non puoi far altro che prenderne atto…congedarti dai poliziotti, e rimetterti in viaggio. Tuo figlio nel frattempo ha assistito a tutta la scena, e non appena ripartite in strada ti chiede cosa sia successo. “Solo una gran sfortuna tesoro; stavo facendo un sorpasso e non mi sono accorto che poco più avanti c’era una macchina della Polizia; peccato, adesso abbiamo anche una multa da pagare e dei soldi praticamente buttati e spesi per niente…”.

Passano alcuni giorni, e stavolta sei appena rientrato a casa dopo essere passato a prendere tuo figlio a scuola; il suo rendimento tra i banchi non è dei migliori, “potrebbe decisamente fare di più” (come suggerito anche dagli insegnanti), ed in cuor tuo speri che la verifica nascosta tra le sue mani abbia ottenuto una votazione sufficiente.

“Com’è andata oggi a scuola tesoro?”. “Uhm…insomma papà; una gran sfortuna come al solito. La Prof. mi ha consegnato la prova e si è accorta che ho copiato; peccato perché secondo me il compito passava ampiamente con la sufficienza. Così ora ho un’interrogazione da preparare e un sacco di ore da buttare nello studio quando avrei potuto fare ben altro…”.

Trovate qualche analogia tra la prima e la seconda scena? qualche somiglianza tra il commento del genitore alla multa, e le considerazioni del figlio alla sua insufficienza scolastica? In entrambi i casi non si è trattato di sfortuna, ma di naturali conseguenze derivanti dal proprio comportamento: la mancata osservazione del codice stradale comporta una multa, così come il mancato studio di una disciplina ne comporta una preparazione insufficiente.

L’aspetto interessante da notare è come il ragazzo abbia replicato il comportamento del genitore, soprattutto perché questo è esattamente il meccanismo che si applica continuamente e quotidianamente nelle relazioni coi figli in famiglia.

Così come noi adulti acquisiamo competenze per il tramite di chi ha più esperienza di noi (quanto è importante sul lavoro il cosiddetto periodo di rasatura uomo e bambinoaffiancamento/apprendistato? ovvero la possibilità di osservare le altrui capacità per poi replicarle ed apprenderle?), lo stesso dicasi dei nostri figli: i genitori sono i loro modelli di vita e comportamento, e semplicemente osservando mamma e papà a partire da situazioni di vita quotidiana, i figli apprendono come/quando/cosa fare cosa ed in che modo.

Ecco perché non possiamo cambiare il comportamento dei nostri figli, senza prima aver cambiato il nostro comportamento. Ecco perché tuo figlio tende a camminare come te, ad usare il tuo stesso accento e tono di voce, e magari anche ad esprimersi come te.

Ti consiglio di guardare con attenzione il video che segue: sono certa che le immagini in visione ti guideranno a saper guardare con attenzione ai tuoi figli…come fossero il tuo specchio. Uno specchio per (farti) riflettere.

Basta guardare qualcuno in faccia un po’ di più, per avere la sensazione alla fine di guardarti in uno specchio.
Paul AusterMr Vertigo, 1994

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2 pensieri su “Uno specchio per (farti) riflettere

  1. Sono anni che cerco di cambiare perchè già la nipotina è come me… E lo specchio non finisce tra me e la figlia e la nipote, ma continua anche con mia madre, vedo questo/i comportamenti che per prima non amo e ancora non sono riuscita ad estirpare.
    Chissà quando guardando uno specchio mi dirà “Figlia del Sole e della Luna, or che sei bianca e non più bruna, non temere bella sei assai e ancor più del Sole brillerai” e finalmente anche i posteri saranno “splendidi”!
    Grazie Daria!

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