Cosa impari da un febbrone

insonnia_pillsAutunno, tempo di primi malanni e raffreddamenti. Con assoluto tempismo, ricevo dal mio medico di comprovata fiducia (specializzato in ginecologia, immunologia clinica, malattie infettive, con periodi di ricerca a Parigi, Berlino, Londra e Washington) un documento interessante contenente alcune considerazioni diagnostiche e terapeutiche riguardo le malattie da raffreddamento.

Leggi con me: Le persone ritengono la febbre un sintomo della malattia, mentre è un meccanismo di difesa dell’organismo perché al di sopra dei 37,5°C i virus non riescono a replicarsi. […] E’ esperienza comune che quando l’influenza o una tracheobronchite porta la temperatura a 39°- 40° (un bel febbrone salutare!), il malessere scompare in uno o due giorni grazie alla febbre elevata che ha eliminato il virus. Quando invece l’influenza porta solo ad una febbriciattola insignificante, i sintomi si protraggono per giorni e giorni. 

[…] Quindi benvenuta la febbre, che non deve essere abbassata con gli antipiretici come paracetamolo, aspirina, ibuprofene ecc, ma lasciata indisturbata come guida diagnostica (quella da infezioni influenzali non persiste per più di 72 ore) e come spettacolare meccanismo di difesa dell’organismo. Le sudorazioni profuse causate da questi farmaci indeboliscono l’organismo, fanno perdere preziosi sali minerali e portano a raffreddamenti violenti poco giovevoli all’organismo, già alle prese con le infezioni virali.

Quindi questi farmaci vanno presi solo se l’entità dei sintomi sono intollerabili (a tutto c’è un limite, pertanto può essere necessario un piccolo sollievo con un antinfiammatorio). Questi sintomi (mal di testa, dolore osseo e articolare, senso di battitura di tutta la muscolatura) dipendono dalla produzione di anticorpi da parte dell’organismo. L’incoraggiamento è a tollerare con pazienza gli effetti collaterali della meravigliosa capacità dell’organismo di reagire con determinazione vincente a queste infezioni.”

La febbre dunque è un meccanismo di difesa del nostro corpo e non un sintomo della malattia; i doloretti e dolenzie varie sono segnali di efficacia immunitaria e non di indebolimento. Dal nostro corpo quindi un illuminante ribaltamento di paradigma e prospettiva con la testimonianza tangibile che non tutto il male vien per nuocere. Ciò che per i più (mass media compresi) viene amplificato come un malanno gratuito da sedare e mascherare nei tempi più brevi possibili, nei fatti piuttosto si rivela una risposta assolutamente salutare di un organismo attivo alla guarigione.

E quello che succede nel tuo corpo, è una grande metafora di quello che succede anche nella tua vita in senso più ampio: quante volte per es. ti sei trovato dinanzi a situazioni difficili, di crisi e sofferenza, e hai preferito ignorare…scappare e mascherare i problemi ed il loro vero significato, piuttosto che affrontare gli eventi con l’intento di comprenderne l’insegnamento profondo per te e per le tue esperienze?

E quante volte i problemi e le fatiche ti sono sembrati fini a se stessi, e hai mancato di coglierne il nesso salutare e di slancio per la tua free climberesistenza? Così come la febbre è un meccanismo di difesa e rafforzamento dell’organismo, anche le difficoltà sono strategie che la Vita ti offre per creare opportunità e miglioramento in ogni area del tuo mondo personale.

Se gli ostacoli e le difficoltà scoraggiano un uomo mediocre, al contrario al genio sono necessari, e quasi lo alimentano.
– Théodore Géricault

Allenati a cambiare prospettiva (>>>leggi qui un post interessante), cogli l’opportunità nelle avversità, e dai il benvenuto alle difficoltà: stai semplicemente alimentando il tuo genio allenandoti a diventare il meglio di te stesso! Stai semplicemente offrendo occasione al tuo sistema mentale/immunitario di emergere, attivarsi e rafforzarsi.

E come disse (non a caso) Carl Jung, le difficoltà sono necessarie alla salute.

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4 pensieri su “Cosa impari da un febbrone

  1. Siamo proprio in sintonia! Hai perfettamente raggione, condivido pienamente, peccato che spesso cadiamo nella ripetizione dell’errore e… prendi l’aspirina! Lo sai che un po’ di riposo, regalarti tempo e amorevolezza non può che aiutare te e il tuo organismo, invece non ti doni questa possibilità e “corri ai ripari” negandoti spazio e tempo… Grazie Daria… repetita juvant!

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