I 18 principi del Dalai Lama – 1ma parte

Nel post di questa settimana, vi presenterò 6 dei 18 principi proposti dal Dalai Lama per entrare in contatto con l’essenza profonda della vita, Dalai Lamaridimensionare lo stress e le difficoltà dei problemi quotidiani, e concentrare il meglio delle proprie energie positive. Dalai Lama (Tale’ i Bla-ma in tibetano) è un termine mongolo-tibetano che tradotto letteralmente vuol dire oceano e maestro. Quindi il Dalai Lama è un maestro la cui sapienza è grande come l’oceano.

Un principio per ogni giorno della vostra settimana; nei prossimi 2 post, i restanti 6 + 6.

1- Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio. Tutti conosciamo il detto “chi non risica non rosica”, e tutti ben sappiamo come obiettivi ambiziosi comportino anche energie (e difficoltà) altrettanto fuori dal comune. Il rischio, l’imprevedibilità, il “fattore ignoto” sono elementi da cui è impossibile prescindere per ciascuna persona; e quanto più  azzarderemo a pensare ed avventurarci oltre i limiti del quotidiano e del conosciuto, quanto più ci spingeremo verso traguardi altrettanto fuori dal comune sia per il pregio, che (anche e soprattutto) per i rischi e le difficoltà ad essi impliciti.

infine, credereste possibile vivere nel pieno controllo di tutto e di tutti? e quanto sarebbe desiderabile e motivante una prospettiva di questo tipo? Non perdetevi la sintesi che segue di Ezra Pound (Selected Prose 1909-1965, 1973):

Se un uomo non è disponibile a correre qualche rischio per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla o è lui che non vale nulla.

2- Quando perdi, non perdere la lezione. Non esistono fallimenti, ma solo feedback. E nella vita a volte vinciamo,  altre volte soprattutto impariamo. In proposito, un video assolutamente calzante tratto dal cartoon “I Robinsons, una famiglia spaziale” (ringraziando i miei figli per avermelo fatto scoprire ;-)). 

3- Segui sempre le 3 “R”: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni. Così come il nostro corpo è un sistema interconnesso di mente ed emozioni (i nostri pensieri condizionano i nostri stati d’animo, e viceversa) anche la nostra  vita è da concepire in un’ottica di interconnessione con qualsiasi altra forma di vita esistente. Non siamo soli a questo mondo, e non viviamo per noi soli; ciò che facciamo a noi facciamo in realtà anche agli altri, e ciò che accade nel mondo sta accadendo anche a noi stessi. Siamo maglie di una medesima catena, e limitiamo il nostro pensiero ogni volta che crediamo che la vita “là fuori”, non ci riguardi. Avere rispetto per se stessi significa avere rispetto per gli altri, e nel momento in cui ci rendiamo responsabili per le nostre azioni ci comportiamo responsabilmente (e rispettosamente) sia verso noi stessi, che verso qualsiasi altra persona.

E rispetto e responsabilità, sono componenti che aggiungono valore alla vita (e al mondo) di chiunque. 

4- Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna. Racconta un’antica storia di un contadino al quale una mattina scappò il cavallo che adoperava per il  lavoro nei suoi campi. Alla notizia, i vicini di casa si recarono subito dal lui esprimendo il rammarico per la sfortuna che lo stava colpendo. “Sfortuna… fortuna: e chi può dirlo?!“, rispose serafico il vecchio contadino. Il giorno successivo, accadde che il cavallo fece ritorno alla sua stalla accerchiato da una mandria di cavalli selvatici nel frattempo unitisi al suo galoppo. Quando i vicini vennero a saperlo, subito tornarono dal vecchio felici della straordinaria fortuna che gli era appena capitata! “Fortuna, sfortuna, e chi può dirlo?!“, rispose nuovamente senza scomporsi il contadino. Accadde poi che il figlio del contadino decise di domare il più forte dei cavalli selvaggi, e dopo essere stato malamente disarcionato, cadde a terra con violenza fratturandosi una gamba. Nuovamente la gente del villaggio accorse a casa del contadino accorata per l’evidente disgrazia capitata. E nuovamente, senza scomporsi, il vecchio si limitò a sentenziare le solite parole: “Sfortuna, fortuna, e chi può dirlo?!”. Avvenne infatti che in Cina scoppiò una terribile guerra, e proprio per grazia di quella gamba rotta il figlio del contano fu esonerato dal fronte, ed ebbe salva la sua stessa vita stessa.

Capite bene quindi come talvolta, che sia fortuna o sfortuna… realmente chi può dirlo?

5- Impara le regole, affinché tu possa infrangerle in modo appropriato. Senza i meriti della rivoluzione copernicana e di Galileo Galilei, il sole avrebbe continuato a girare attorno alla terra e ci saremmo persi gli sviluppi della scienza moderna. Se Lucio Fontana non avesse osato superare la distinzione tra pittura e scultura infrangendo le regole convenzionali della prospettiva, l’arte non vanterebbe i suoi famosi e prestigiosi tagli su tela, esposti in tutti i più prestigiosi musei europei. Se Kathrine Switzer non avesse osato nel 1967 correre la Boston Maraton, opponendosi alle regole che ne escludevano sia l’iscrizione che la partecipazione per qualsiasi donna (giudicate inadatte a correre lunghe distanze), avremmo certamente conservato la tradizione maschilista tanto di questo evento quanto del mondo sportivo in generale.

Quindi adoperiamoci per conoscere le regole, e ancora di più, adoperiamoci per andare oltre queste stesse regole quando conosciamo ve ne sia opportunità.

6- Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia. Immaginate che non ci sia alcun domani; immaginate che esista l’unico tempo nel quale state esistendo (ovvero il tempo presente), e annullate ogni proiezione sia riguardo al futuro (un tempo che in realtà non è, perché di fatto ancora deve essere) che riguardo al passato (un tempo che più non è, perché ormai è già stato).

In che modo questa consapevolezza cambia la percezione della vostra vita e delle vostre relazioni? In che modo la possibilità che il presente sia l’unica possibilità (il passato, è appunto passato e trascorso; ed il futuro è pura teoria virtuale per nulla reale e concreta), modificherebbe il significato di quel pesante litigio con la persona amata…piuttosto che l’acceso diverbio con l’amico/a a voi caro?

Viviamo con l’illusione di un tempo infinito che crediamo sotto il nostro controllo; ci crediamo padroni del futuro e di quello che sarà ma…in realtà, il solo tempo di cui disponiamo è il tempo presente. Esistono solo oggi, qui, e ora. Quindi…ha senso privarci ORA dell’affetto di una persona cara per posticipare al domani eventuali chiarimenti risolutivi? Siete così certi di poter contare su quel domani? Siete così certi che valga la pena rischiare quell’affetto per un tempo che in realtà è solo illusione e non esiste?

Ringraziando nuovamente i miei figli per l’ispirazione che mi offrono tramite i loro cartoons, un video sul valore del presente tratto da Kung Fu Panda: 

La prossima settimana, i prossimi 6 principi 🙂

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Liberamente tratto da “Felicità – Un anno di pensieri positivi” di Dalai Lama.

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