Joshua Bell

Avete mai sentito parlare di Joshua Bell?

Americano del Minnesota, possiede uno stradivari del 1713 (dal valore di circa 4 milioni di dollari) con cui si esibisce nelle migliori orchestre esistenti da che aveva 16 anni. Joshua Bell è un violinista considerato tra i più bravi a livello mondiale, ed è anche un artista piuttosto imageseccentrico e anti convenzionale: ha recitato in un film, ha partecipato ad una trasmissione televisiva, e la rivista People lo ha definito uno tra i 50 uomini più belli al mondo.

Una performance piuttosto particolare ed interessante, è quella che ha realizzato all’interno della Metro di Washington DC in collaborazione col Washington Post, che ne ha seguito e registrato esiti e sviluppi. Alle 7.51 del mattino di venerdì 12 gennaio 2007, il musicista ed il suo preziosissimo Stradivari (che lui chiama familiarmente “Strad”, uno strumento unico al mondo per la tipicità del suo suono) hanno fatto capolino all’interno della Enfant Plaza Station.

Vestito in modo assolutamente anonimo (jeans, t-shirt ed un cappellino da baseball sulla testa), Joshua ha iniziato ad esibirsi con l’obiettivo di verificare se, in un contesto atipico e di grande frequentazione, la gente di passaggio sarebbe stata in grado di riconoscere tanto lui (un famoso ed acclamato artista) quando il talento della sua musica.

Il primo pezzo intonato è stato la Ciaccona, dalla Partita n.2 in Re Minore di Johann Sebastian Bach, ritenuto da Bell non solo uno dei più grandi brani di musica mai scritti, ma una delle più grandi opere compiute dalla storia dell’uomo (oltre che uno dei pezzi più noti, e più difficili, per violino). A detta del cronista del Washington Post (Gene Weingarten), l’artista si è esibito in tutti i 14 minuti di performance con entusiasmo acrobatico. Quanto ai passanti, molti dei quali in transito per lavoro, sono apparsi tutti piuttosto indifferenti; solo dopo i primi 6 minuti di esibizione finalmente si è fermato qualcuno ad ascoltare.

Il violinista ammette (non senza stupore) di essere stato praticamente ignorato: una situazione del tutto fuori dal comune per chi, come lui, riceva continui apprezzamenti alla sua arte ed è in grado di riempire sale da concerto di un pubblico pagante!

Nei 45 minuti complessivi di questa sua inusuale performance, Bell si esibisce per un numero stimato di circa 1000 passanti; qualcuno (qualcuno) mostrerà di apprezzare. Tra costoro un giovane manager del ministero dell’Energia, amante del rock, neofita di musica classica, assolutamente rapito dal ritmo di quella melodia che lo ha fatto sentire in pace (inducendolo per la prima volta in vita sua ad elargire soldi ad un musicista di strada).

Le note dell’Ave Maria di Franz Schubert interessano invece un bambino di 3 anni: si ferma perché vuole restare ad ascoltare, ma sua madre ha fretta e incalzandolo lo costringe a muoversi (il bambino riprenderà a camminare mantenendo però per tutto il tempo il capo voltato verso il musicista). Un tipo di situazione simile ad altre che si sono poi ripresentate sempre con dei bambini come spettatori: tutti interessati alla musica, e tutti incalzati dai genitori a procedere oltre.

imgresPoi è la volta di un ragazzo di servizio nel coffee shop della stazione, amante della musica ed a sua volta suonatore di chitarra: “Ci voleva un attimo per capire che quel ragazzo era bravo, che era chiaramente un professionista. Molta gente suona, senza ‘sentire’ la musica; invece lui no, la sentiva eccome…”.

Il principale estimatore di Bell è un supervisore alle Poste statunitensi, peraltro attento conoscitore della musica e fan dell’artista. Non ha riconosciuto il violinista, ma ha riconosciuto l’esibizione di uno straordinario talento all’opera: “Era un violinista eccellente. Non ho mai sentito niente del genere. Era tecnicamente perfetto, con un fraseggio molto buono. E aveva anche un buon violino, con un bel suono”.

Infine, il commento di Stacy Furukawa, funzionaria del ministero del Commercio, nonché unica persona ad aver riconosciuto Joshua: “E’ la cosa più incredibile che abbia visto a Washington: Joshua Bell suonava nell’ora di punta, e la gente non si fermava, non lo guardava, qualcuno gli lanciava una monetina! Monetine! Ho pensato: ma in che città vivo? dove può accadere questo?!”.

In quanto a monetine, a fine esibizione l’artista (che se ne va nel silenzio e nell’anonimato) racimola 32,17 dollari; solo 2 giorni prima aveva raggiunto il tutto esaurito in un teatro di Boston i cui biglietti erano mediamente venduti a 100 dollari l’uno.

Siamo così sicuri che i ritmi stressanti e frenetici che scandiscono la quotidianità di molti di noi, in realtà non sottraggano occasioni, tempo ed attenzione a ciò che di veramente importante e significativo stia transitando nella nostra vita? Correre le nostre vite continuamente ed incessantemente, cosa ci sta offrendo e cos’altro invece ci sta realmente sottraendo?

Inoltre chi di noi è veramente in grado di cogliere e percepire la bellezza di ciò che lo circondi, posto che ci si trovi al di fuori di contesti di riferimento canonici ed istituzionali?

Quanto permettiamo alle situazioni di condizionarci e permeare la nostra percezione, e quanto accordiamo al nostro istinto la possibilità di guidarci oltre ciò che comunemente la “massa” potrebbe pensare, dire e fare? Nell’esperimento di Joshua Bell, solo 6 persone su 1000 si sono fermate; e solo 6 persone hanno saputo cogliere e godere della maestria della sua esibizione.

Voi sareste state nella rosa di quelle 6 persone che hanno preso tempo per fermarsi…e ascoltare, o di tutte le restanti 994 che non hanno avuto né occhi né orecchie per accorgersi della meraviglia che stava suonando tutto attorno?

Nel frattempo, buona visione 😉 

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4 pensieri su “Joshua Bell

  1. Io sarei sicuramente il settimo….difatti perdo spesso il treno…..
    Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

  2. Temo che pur apprezzando la musica se continuassi a vivere a Milano sarei passata di corsa rammaricandomi di…non avere tempo! Ma c’è un altro commento che aggiungerei al di là della musica. Da 15 anni vivo in un posto stupendo e ogni giorno, dico ogni giorno!, mi chiedo cosa ho fatto per meritare di godere di tanta bellezza e…me la godo! Proprio ieri facevo notare alla mia nipotina 11enne la bellezza di ciò che la circonda da quando è nata e di cui lei non è consapevole… si dà tutto per scontato, invece nulla lo è. Spero di averle aperto il cuore, oltre gli occhi e questo vale per tutto e… tutti! Brava Daria di regalarci queste chicche!

  3. E’ successo anche a Sting, stesso scenario alla matropolitana nessuno che se lo filava….Condivido una frase di Prem Rawat, che mi viene in mente ” I miracoli possono accadere, siamo in grado di riconoscerli? ” Grazie Daria per la tua preziosa condivisione, un abbraccio
    Mauro

  4. Grazie a voi di tutti i commenti!
    Il fatto è che spesso ci lamentiamo perché crediamo di essere sfortunati, di non avere occasioni, di vivere malamente…ed in realtà il più delle volte basterebbe solo saper ascoltare ed osservare meglio. Un abbraccio, D.

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